I Farnese
La Tuscia è la terra di origine della famiglia Farnese. Da questi luoghi il casato si affermò e si rafforzò fino a raggiungere un alto grado di prestigio a livello nazionale ed Europeo.

Attraversando la Tuscia notiamo come essa sia pervasa dal ricordo dei Farnese, i monumenti più importanti e imponenti sono stati edificati da membri appartenenti alla nobile famiglia e sono riconoscibili dallo stemma a forma di giglio (il famoso Giglio Farnese), presente non solo sui monumenti ma un po’ simbolo della Tuscia nel suo complesso.
Partendo dall’Alta Tuscia troviamo edifici riconducibili ai Farnese sia a Marta che a Capodimonte, mentre sull’Isola Bisentina, situata al centro del lago di Bolsena, Alessandro Farnese fece ergere la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo. Costeggiando il lago si raggiunge Valentano dove è presente la Rocca Farnese.
L’itinerario prosegue poi con Gradoli (Palazzo Farnese), Latera, Cellere, Farnese (terra di origine del casato), Canino e Ischia di Castro. In questa zona troviamo ormai pochi resti dell’antico Ducato di Castro e della sua Capitale denominata, appunto, Castro, distrutta nel 1649 per volere di Papa Innocenzo X Pamphili.
Anche nella famosa e spettacolare Villa Lante di Bagnaia riscontriamo la presenza dei Farnese nei molteplici richiami sia decorativi che strutturali ad altre strutture riconducibili alla famiglia. Scendendo verso Viterbo troviamo il quattrocentesco Palazzo Farnese e l’antica Strada Farnesiana (l’odierna via Cavour) voluta dal Cardinale Alessandro Farnese. Da Viterbo, attraverso i Monti Cimini giungiamo a Caprarola dove è possibile ammirare uno dei più importanti e imponenti edifici farnesiani: il Palazzo Farnese. Questt’ultimo, noto in tutto il mondo, è uno splendido esempio di architettura rinascimentale ed inoltre sottolinea il prestigio della famiglia Farnese. A Ronciglione troviamo invece i Torrioni, resti di una roccaforte quattrocentesca e la pregevole Fontana dei Liocorni.
La presenza dei Farnese e del loro vissuto costituisce per la Tuscia una ricchezza ulteriore capace di dare valore ad una terra che aggiunge ad un ricco territorio naturalistico la possibilità di tracciare la via di un ricordo che si trasforma in presente. Il fascino di queste figure del passato e delle loro malefatte persiste ancora oggi tanto che è possibile ripercorrere a cavallo, in auto, in bici o anche a piedi le strade segrete che in passato venivano utilizzate da questi fuorilegge per muoversi rapidamente e nell’anonimato all’interno della maremma tosco-laziale. Il percorso interessa i paesi di Montalto di Castro, Vulci, Canino, Cellere, Valentano, Ischia di Castro, Castro e Farnese.