TRASPORTO DELLA
MACCHINA DI S.
ROSA
VITERBO - 3 settembre

 E'
la manifestazione più importante e più attesa del capoluogo.
Una torre alta 30 metri, pesante 5 tonnellate, illuminata da
mille fiammelle, viene trasportata sulle spalle da 100
"facchini", tra le vie abbuiate della città. E' uno
spettacolo unico al mondo. Si ripete da secoli, certamente
dal 1654, anno a cui si fa risalire la prima citazione. I
model

li, nel tempo, sono stati ripetutamente riadattati e
modificati fino ad assumere attualmente proporzioni eleganti
e dimensioni incredibili. La macchina, ideata da Raffaele
Ascenzi, viene trasportata per la vie di Viterbo (partenza
alle ore 21) attraverso un percorso tortuoso di poco più di
un chilometro, da Porta Romana al Santuario di Santa Rosa
dove è venerata la sua tomba in un'urna seicentesca. Durante
il tragitto, la “Macchina” effettua cinque soste per
consentire ai “facchini” di riprendere fiato e al pubblico
di godere meglio lo spettacolo. Gli ultimi cento metri (da
piazza Verdi al Santuario) vengono compiuti di corsa tra un
tripudio di folla. Al termine Fuochi d'artificio. Da alcuni
decenni è consuetudine cambiare il modello della “Macchina”
ogni cinque anni attraverso un bando-concorso indetto dal
Comune: il bozzetto giudicato più interessante riceverà
l'onore di essere realizzato. Il trasporto rievoca la
traslazione del corpo di Santa Rosa dalla chiesetta di Santa
Maria del Poggio a quella di San Damiano (oggi il
Santuario).

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