TURISMO RURALE IN ITALIA: MERCATO IN CRESCITA

 

Si è svolta nell’ambito di Ecotur, la seconda edizione di “L’erba verde del mio vicino”, Strategie per competere nel turismo. Si tratta di una serie di iniziative promosse allo lo scopo di divulgare una cultura del territorio e sulla volontà di “fare sistema”. Il focus del workshop è stato rivolto al tema del turismo rurale, una tipologia di prodotto in forte espansione.

Secondo l’associazione americana per la conservazione del patrimonio naturalistico del pianeta “Conservation International”, ogni anno, un turista su cinque sceglie un viaggio-natura con un incremento che varia dal 10% al 30% secondo le aree geografiche. Si tratta di una vacanza all’insegna dell’osservazione e dell’apprezzamento della natura e delle culture tradizionali. Tale motivazione non esaurisce però tutte le ragioni che portano un turista a scegliere una vacanza natura. Come ha ricordato il dott.Franco Paloscia, esperto di Comunicazione Turistica Pubblica, “più che di turismo rurale, si dovrebbe parlare di “turismi rurali”.

La domanda è diversificata è può trovare altrettante offerte variegate: il turismo ricreativo, il turismo attivo, il turismo rurale, il turismo eno-gastronomico e quello educativo. È necessario sviluppare strategie di marketing del territorio che tengano conto delle attese del cliente in termini di qualità dei servizi”. L’Italia, a differenza di altri Paesi non è riuscita ancora a realizzare un coordinamento delle politiche del territorio a favore del turismo con il risultato di essere scesa al quinto posto in termini di ospiti. Come ha ricordato Paolo Morelli, esperto di marketing strategico della Boston University, “l’Italia non ha un’immagine forte eppure il nostro Paese ha un patrimonio culturale, storico e naturale unico al mondo. Le cause, sono varie: dalla carenza di strumenti di pianificazione, alla frammentazione amministrativa che impedisce interventi a carattere sistemico”. 

Il  turismo rurale può rappresentare la carta vincente per le zone maggiormente svantaggiate e costituire uno sviluppo legato alle risorse interne e alla capacità di ognuno di investire in un progetto competitivo che può rappresentare la chiave di ripresa del turismo italiano e dell’economia nel suo complesso.              

 

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